Per comprendere la funzione e l’utilità della funzione “Mute”, dobbiamo spostarci nel pannello Inbox.
Questo pannello, oltre a contenere i classici bottoni come Trash, Unread, Read, ecc.. a cui siamo già abituati grazie a Gmail, contiene anche un bottone denominato Mute.
Il bottone Mute, serve a marcare i wave che non si vogliono far apparire nel pannello inbox.
Una volta selezionato il Wave da nascondere, si procederà quindi a cliccare il bottone Mute e dopo qualche secondo, questo Wave sarà visibile solamente nel pannello All (raggiungibile cliccando il link appropriato nel pannello Navigation in alto a sinistra)
03 novembre 2009
Può capitare, a volte, che non sia sufficiente limitarsi a condividere una wave – sostantivo femminile singolare – ma che sentiamo la fortissima ed impellente necessità di catturare l’attenzione del destinatario del nostro messaggio e di far sì che legga il più presto possibile ciò che abbiamo da dire. Non so: “Sai che ho Google Wave?!”. Ebbene, per soddisfare il nostro egocentrismo o un effettivo bisogno di giungere il prima possibile agli occhi di qualcuno, Big-G ha introdotto una nuova possibilità: il Ping.
il crescente numero di richieste di inviti a google wave mi costringe ad adottare un’ altro sistema.
Per noi già registrati su Wavers sta diventando complicato rispondere a tutti.
La catena non riusciva più a reggere :-/
Per questo, d’ ora in poi utilizzeremo il nostro forum per rispondere alle vostre richieste
E’ necessaria una piccola e veloce registrazione, che può essere fatta qui.
Tag: google wave, Inviti, wave
03 novembre 2009Se ci sentiamo soli in Google wave perchè i nostri amici ancora non hanno ricevuto il fatidico invito, non abbiamo molto da fare. Purtroppo, questa è una pecca reale ed almeno per ora che Wave è ancora in fase alpha, ci farà sembrare il tutto molto inutile.
Fortunatamente, non dobbiamo ancora gettare la spugna in quanto c’è una funzione piuttosto interessante chiamata Wave pubblica.
Che cos’è una Wave pubblica?
Una Wave pubblica è un Wave nel quale chiunque può partecipare visionando e replicando ai vari thread.


Una delle prime cose che ho notato provando Wave con tante persone, è il diverso modo di chiamare il nostro nuovo giocattolo preferito
La maggior parte dice “LA Wave”, qualcun altro IL Wave. Altri propendono per l’ italiano l’ Onda, la patonza e così via. No, la patonza no, scherzavo!
Forse penserete: ma che domanda idiota! Cosa cambia? Beh, per chi è appassionato dei videogiochi, sono sicuro che sentir dire “LA super nintendo” è un pò irritante.
Gli anglosassoni non si fanno di questi problemi: non declinano gli articoli secondo il genere maschile o femminile, quindi il problema non se lo pongono.
Tag: femmina, google wave, maschio, wave
02 novembre 2009
Nel fantastico mondo delle Onde umani ed automi interagiscono con una naturalezza che ci catapulta nel futuro, o almeno in un presente che fino a ieri non avremmo immaginato così vicino. Proprio così. In Google Wave non siamo soli. A renderci la vita più semplice – e sin dalla nascita di Google questo è stato sempre il filo conduttore delle sue innovazioni – ci pensano i Robot. Sono veri e propri protagonisti delle waves, con gli stessi diritti e le stesse possibilità fornite a noi users. Ognuno di loro ha, di conseguenza, un “indirizzo” che possiamo aggiungere al nostro elenco di contatti. Per una lista, ovviamente provvisoria ed in continuo aggiornamento, dei “bot” disponibili vi rimando a questo sito, citato anche da Bernardo nel suo articolo.